Podcast: Cristo si è fermato a Eboli

Continuiamo a parlare di scrittori italiani con uno dei protagonisti del dopoguerra. Carlo Levi è riuscito a testimoniare l’inadeguatezza e il senso d’inferiorità di una parte d’Italia. Ascolta il podcast per saperne di più!

Let’s continue talking about Italian writers with one of the post-war protagonists. Carlo Levi was able to witness the inadequacy and the sense of inferiority of a part of Italy. Listen to the podcast to find out more!

Listening n° 106

Buon ascolto!


CARLO LEVI E IL SUO “CRISTO SI È FERMATO A EBOLI”

Carlo Levi è stato uno dei più significativi scrittori e pittori italiani del Novecento.

Nacque a Torino nel 1902 da un’agiata famiglia ebrea e, dopo gli studi, ebbe la possibilità di conoscere personalità come Pavese, Gramsci, Einaudi.

Queste conoscenze gli permisero di far evolvere la sua pittura che, come simbolo di libertà, usava per contrastare le ideologie fasciste.

Venne arrestato per sospetta attività antifascista per ben due volte e, nel 1935, fu confinato in Basilicata.

Questo periodo lo spinse a scrivere “Cristo si è fermato a Eboli”, pubblicato nel 1945.

In questo romanzo, Levi mostrò la realtà semplice e arcaica dei contadini della Basilicata, che non rientravano nel classico concetto di civiltà, ma mostravano ancora un forte legame con un mondo di credenze e magia.

All’epoca del confino di Levi, Eboli, una città campana, era l’ultima città del Sud Italia ad avere strade e ferrovie. Secondo lo scrittore, le terre dopo Eboli erano talmente slegate dalla società tanto da essere dimenticate persino da Dio.

In uno dei suoi più celebri passaggi, Levi trasmise un senso di inadeguatezza e inferiorità, che trasformava gli abitanti del Sud Italia da cristiani a bestie.

Il romanzo suscitò subito un grande successo e divenne molto conosciuto anche all’estero.


Domande:

1) Chi è Carlo Levi?

2) Perché fu confinato in Basilicata?

3) Cosa racconta il libro “Cristo si è fermato a Eboli”?

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